dicono di
noi...
IL
VGE DI PITTERI CONQUISTA IL PUBBLICO<<(.....)
Il Venice Gospel ensemble ha conquistato il pubblico con la
sapienza di dinamiche eseguite dai coristi con il calore del
gospel. Ma degli spirituals, nel repertorio e negli arrangiamenti,
è rimasta più la passione della tradizione: non che le origini
siano state dimenticate, ma la bellezza del Vge è stata la capacità
di indossare i generi come i vestiti portati dalla sezione ritmica
(basso, batteria, percussioni) e da tastiere e chitarra. Con
una varietà di suoni e colori che assecondavano i cambiamenti
di "umore" passando gli estremi, dalla musica new age fino all'honky
tonk. Così, è uscito l'amore per quello che i Manhattan Transfer
sapevano fare come nessun altro (i Vge li hanno omaggiati, in
formazione ridotta, con "The Duke of Dubuque" e " Down south"):
ripercorrere le atmosfere della musica in chiave vocalese con
l'energia della bellezza, senza mai innamorarsi troppo di se
stessi e della tecnica. Il lavoro del Vge sulle radici gospel
s'è ascoltato nel primo brano di loro composizione in scaletta
("Leaving from platform one"), suonato dopo che sul palco s'era
già sentito "Do not pass me by" di Mc Hammer. Tanto eclettismo
ha avuto la sua ragion d'essere nei colori delle voci. A lasciare
il segno sono state le interpretazione del classico r'n'b "Lean
on me", l'originale "Little Bethlehem" chiusa con la leggerezza
di un sospiro, la cover sull'arrangiamento di James Taylor di
"How sweet it is" (con i "cori" del pubblico), e il funky "A
little know is a dangerous thing". Tutti contenti, alla fine,
dopo due ore di musica: anche chi all'inizio aveva protestato
per gli spintoni di quelli che, all'ingresso, volevano entrare
prima di tutti per avere i posti migliori (....)>>
(
Nicola Astolfi, Il Gazzettino Rovigo - merc.15 dicembre 2004)
SUCCESSO
AL VILLAGE DI MARGHERA PER IL GRUPPO DIRETTO DA LUCA PITTERI,
DOCENTE DI "AMICI"| MIGLIAIA TRAVOLTI DAL GOSPEL |
IL VENICE GOSPEL ENSEMBLE REGALA UNA NOTTE DA RICORDARE
<<(....) Al Village Luca Pitteri
dirige il coro e la band con l'entusiasmo di un ragazzino.Si
vede che questa è la sua vera passione, ed infatti si
rammarica per gli eccessivi impegni televisivi che lo tengono
spesso lontano da casa. D'altro canto il VGE è una sua
creatura e se la coccola con infinita passione. Ed infatti il
Marghera Village lo premia con uno storico pienone: giovedì
19 sera erano migliaia le persone d'ogni età, venute
per applaudire con entusiasmo i componenti di questa "affollatissima
band" che da quando è nata ha collezionato decine
di concerti,appuntamenti televisivi, riconoscimenti, con un
genere musicale non propriamente commerciale: il gospel. Sul
palco nove solisti, trenta coristi, e cinque componenti della
band, in un'orgia gestuale e canora che ha coinvolto il pubblico
in un repertorio poggiato sulla tradizione afro-americana contaminata
da sonorità soul,pop,funky e r&b. Spettatori in delirio,
con braccia alzate a battere il ritmo, fino al più classico
dei finali spirituals, un "oh happy day" a dir poco
travolgente.
(
Gianluca Codognato, La Nuova Venezia - sab.21 agosto 2004)
ABANO
TERME, TRIONFA LA "FEDE" NEL GOSPEL DEI TAKE 6 <<
Pubblico in visibilio sabato sera al Teatro Parco Magnolia di
Abano Terme per l'ultima data italiana, unica nel Triveneto
dei Take6 (...) A scaldare per primila scena il Venice Gospel
Ensemble di Luca Pitteri, maestro di musica della trasmissione
tv "Amici di Maria De Filippi": ottima l'esecuzione dei brani,
con alcune voci soliste da non perdere d'occhio, ma divertente
anche l'aspetto scenografico dell'ensemble, più volte applaudito
a scena aperta nel corso dell'esibizione.>>
( Ferdinando Garavello, Il Gazzettino
Nazionale Cultura&Spettacoli - lun. 14 luglio 2003)
VENETO
JAZZ. Strepitosa esibizione ad Abano Terme (PD) TAKE 6: VOCI
DI CLASSE, TANTA ANIMA E PERSINO UN PO' DI INTRATTENIMENTO<<
(..) Successo travolgente degnamente introdotto dal Venice Gospel
Ensemble diretto da Luca Pitteri. Qui la dimensione è quella
della massa corale, ma non cambiano le intenzioni di un'arte
rituale. Che vive anche di coreografia, di mani che scandiscono,
che invitano, che indicano un cielo di speranza. Anche qui mescolando
istrionismo e capacità di commuovere, quindi di trascinare empaticamente.
Coralità molto ben sagomata, serrata, generosa ma frutto di
un affinamento pignolo e musicale. Il repertorio si avvicina
alle declinazioni del pop, del musical e del jazz, e questo
permette una grande varietà di accenti espressivi. Qualità moltiplicate
nel piccolo ensemble a cappella: rotondità di suono, morbidezza
di portamenti, vortici di crescendo. Insomma, un gruppo che
alla prova del pubblico ha esibito intelligenza, affiatamento
e senso dello spettacolo. Dimostrando come si possa coniugare
artigianato di lusso e passione. Anche per loro applausi travolgenti.>>
(Carlo De Pirro, La Nuova Ve.-La Tribuna
Tv-Il Mattino Pd /Cultura&Spettacoli Nazionale lun. 14 luglio'03)
<<
(...) Eleganti nelle tuniche dorante dei trenta coristi, raffinati
nella proposta musicale della esperta band di sostegno dal tocco
jazzistico, dotati di alcuni solisti di pregio, il VGE ha saputo
offrire due ore e mezza di ottimo spettacolo musicale spaziando
per vari campi musicali, facendosi apprezzare nelle orchestrazioni
corali e nelle sia pur misurate coreografie più che nelle pur
apprezzabili "song", trascinando il numeroso pubblico. >>
(
Giò Alajmo, Il Gazzettino Cultura& Spettacoli- 09 Aprile 2003)

VGE
Venice Gospel Ensemble "Westbound Coach"
<< Una delle particolarità dei cori
gospel è che gli elementi che lo compongono sono assai numerosi
o per lo meno la maggior parte, il Vge,ovverosia il "Venice
Gospel Ensemble"non sfugge a questa regola,infatti solo la sezione
corale è composta da circa trentadue elementi,poi ovviamente
tutto il resto viene composto dai solisti e dalla sezione strumentale,
quindi pensate che mole di lavoro ogni volta sia nei concerti
che in fase di registrazione. Questo coro inoltre è diretto
da un musicista molto noto anche nel circuito televisivo mediaset,infatti
il maestro del Vge altri non è che il maestro Luca Pitteri,avete
capito bene.proprio colui che dirige la sezione dei cantanti
nella scuola d'arte di canale 5 "Amici "ex "Saranno Famosi".
A
parte questa esperienza il coro gospel è tutta un'altra storia,qui
siamo di fronte alla tradizione afro-americana trasferita in
Italia che a sua volta comincia a diventare quasi una seconda
patria per questo genere cosi strettamente territorial/nazionalistico
come è il gospel.Questo che ho per le mani,è il secondo cd ufficiale
del coro veneto,e qui già si nota la volontà da parte di Pitteri
e soci di fare del gospel un qualcosa di più largo musicalmente
parlando,infatti oltre a classici come per esempio "Lean on
Me" in questa sede troviamo anche brani originali"Sweet Promise"composto
da Luca Pitteri stesso,ed è un brano che da un respiro più largo
ad un genere che si presta già di se a diverse interpretazioni
ed tra l'altro il brano più jazz/fusion di questo bel lavoro
essendo influenzato nono solo localmente ma anche strumentalmente
parlando dai grandi Manhattan Transfer.Ottima anche la reprise
di un brano di Paul Simon intitolato "Homeless"in questa riproposto
alla grande senza farne perdere la grande magia.Quindi in pratica
"WestboundCoach"si può definire come un crocevia ideale tra
la tradizione gospel e musicalità la moderna del Vge, con il
quale riesce ad offrire al suo pubblico un prodotto assolutamente
degno di nota permettendo a chi ascolterà questo disco di essere
coinvolto dalla grande passionalità di cui è pregna questo disco.>>
(Stefano
Bonelli - http://www.tempi-duri.it/holyrock/hr_vge.html)
Blues
- tradizionale Festival al Parco Galvani di Pordenone TRA CORI,
SORPRESE E MOSTRI SACRI [con Venice Gospel Ensemble, Vince Vallicelli
e Billy Gregory, e un acoustic summit con Joe Louis Walker,
Matt "Guitar" Murphy e Billy Branch.]
"
[..] Il compito di aprire la manifestazione è stato affidato
al Venice Gospel Ensemble, formazione di venticinque coristi
e un buon complesso strumentale di accompagnamento: dalle scatenate
"We shall overcome" e "Mercy of me" all'atmosfera di "As the
deer", con la loro verve e la capacità di abbinare il giusto
movimento coreografico a una buona esecuzione tecnica i VGE
hanno tenuto il palco senza cadute di ritmo, con entusiasmo
e piacevolezza. [.] "
[Paolo Jugovac, Il Gazzettino di Pordenone,
10 luglio 1999]
"[.]
ciò che emerge dall'ascolto (del CD Let's Take Time Out) è l'indiscutibile
bravura di questo gruppo e la ventata di freschezza, entusiasmo
e positività che riesce a trasmettere all'ascoltatore. I brani
scorrono via senza un attimo di noia. [.]. La sezione strumentale
si dimostra solida e misurata, [.] i coristi si dimostrano validissimi
sia nelle parti soliste, che non scadono mai nel virtuosismo
fine a se stesso, sia nelle parti d'insieme, particolarmente
apprezzabili negli impasti polifonici. [.]. Un CD che ci piace
definire "di spessore", ben suonato, ben cantato e ben registrato,
e che non ci si stanca di ascoltare."
[Gianmarco Maggiora, TuttoChitarre, marzo
1998]
.]il
Venice Gospel Ensemble si rivela in questa brillante autoproduzione
(il CD Let's Take Time Out) una delle formazioni emergenti più
dinamiche e ariose, capace di mediare un palpabile entusiasmo
e un rimarchevole controllo armonico-ritmico [.]"
[Luciano
Federighi, Musica Jazz, dicembre 1998]
"....colpisce
la professionalità vocale di questa formazione, che riunisce
nel canto persone che nella vita si occupano di tutt'altro,
capaci però di ricreare una vocalità calda e duttile, lungo
un percorso musicale dove l'accentuazione ritmica è viva e sentita,
dove i contrasti fra timbro, ritmo e dinamiche sono ricchi e
ben equilibrati."
[Gente
Veneta, 1 novembre 1997]
"Il
pubblico accorso numerosissimo[.] ha avuto la possibilità di
apprezzare l'amalgama di questo gruppo vocale e soprattutto
il trasporto con cui questi quaranta ragazzi hanno trascinato
i presenti a cantare e ritmare con il "claping" il celeberrimo
gospel "Amen"."
[la Nuova Ferrara, 15 dicembre 1997]
"La bravura del Venice Gospel Ensemble
deriva proprio dalla sua capacità di coniugare insieme stili
diversi, spaziando agilmente tra i vari aspetti della vocalità
corale e presentando un prodotto di alta qualità, godibile anche
dagli appassionati profani di musica. [.] Assistere ad un concerto
del Venice Gospel Ensemble significa entrare d'improvviso in
un mondo nuovo, diverso, intenso, in un mondo fatto di voci
che si fondono insieme in una meravigliosa coreografia; significa
partecipare ad un evento che ha del miracoloso, creando armonia
dagli accordi più diversi."
[Articoli
di cultura del GiornaleItalia: http://www.windcloak.it/giornale/italia/cultura/23cu2.htm]